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LO STUDIO MOBILE

La realizzazione dello studio mobile fu affidata a Leonardo Scucchi che ne curò l'allestimento tecnico e l'arredo, coadiuvato da Andrea Biagini e Luciano Edili.Lo studio mobile ci permetteva di collegarci con la sede della radio per diffondere in tempo reale manifestazioni,eventi,spettacoli,interviste.(in quegli anni non esistevano ancora i telefonini).Leonardo Scucchi fece un lavoro eccezionale che ci permise di essere l'unica radio ad usufruire di questo importante mezzo,tanto che fu noleggiato,dietro richiesta,anche da alcune altre radio fiorentine.

Diretta da P.zza Signoria a Firenze Da sinistra a destra Andrea Biagini Leonardo Scucchi e Marcello Catania​

25 Dicembre 1987 p .zzale Michelangelo a Firenze.La prima uscita dello studio mobile per prove tecniche.

Nella foto Luciano Edili

Paolo Ulivelli che direziona l'antenna

                               SPECIFICHE TECNICHE TRAMISSIONI DA E PER LO STUDIO MOBILE

Anni 80: Studio mobile,come funzionavano i collegamenti dall'esterno con la radio.(non c'erano i cellulari e nemmeno i radiomicrofoni)

Il tutto realizzato da Leonardo Scucchi

La prima tratta dall’inviato allo studio mobile avveniva con una tracolla tx-rx che avevamo realizzato partendo da dei ricetrasmettitori Yaesu che a frequenze intorno ai 160mhz e ai 430mhz trasmettevano verso lo studio mobile e ricevevano in cuffia un ritorno (la portata era di circa 1 km, distanza a cui l’inviato poteva allontanarsi dal furgone). Dallo studio mobile il segnale partiva a 60mhz (frequenza abbastanza bassa per “viaggiare” bene anche tra i palazzi) con una antenna direzionale sulla cima del palo che data la bassa frequenza era di dimensioni non indifferenti. Questo segnale arrivava a Monte Morello (ben visibile dalla città) e da lì fino alla sede della radio a Scandicci tramite una tratta fissa a 900mhz. In alternativa il segnale trasmesso dallo studio mobile a 60Mhz poteva essere ricevuto direttamente in sede senza passare per Morello, grazie a una antenna direttiva sul tetto con rotore. Per buona parte dei collegamenti dalla città questo collegamento diretto era sufficiente..Tutte queste frequenze erano state scelte distanti tra loro, per permettergli di convivere, e non desensibilizzare i ricevitori con la potenza dei trasmettitori, soprattutto a bordo del furgone. In effetti il tutto funzionò molto bene per diverso tempo.Le panche del Fiorino erano piene di batterie da camion, che con un inverter 220v che andammo a comprare a Bologna con Luciano, garantivano l’autonomia necessaria quando non possibile collegarsi alla rete.C’è da dire che anche se il periodo del “far west” dell’etere (e dell’iniziale, totale, assenza di regole) stava finendo, in quel periodo la normativa in materia era ancora tollerante e lacunosa, tanto da permetterci l’utilizzo di quelle frequenze con una certa tranquillità, cosa che oggi sarebbe impensabile.

Leonardo Scucchi

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